Un volto molto particolare
Ho dipinto questo quadro cercando di dare forma a una presenza, più che a un semplice personaggio.
Volevo che il volto uscisse dalla tela con uno sguardo diretto, quasi provocatorio, come se conoscesse qualcosa che noi non sappiamo. Il cappello a cilindro, il colletto alto e l’espressione tagliente richiamano un mondo antico, teatrale, un po’ decadente, dove eleganza e mistero convivono nello stesso istante.
Ho scelto colori volutamente vintage: ori consumati, bruni, rossi bruciati, blu profondi e ombre fredde.
Mi interessava creare l’impressione di un quadro che avesse già attraversato il tempo, come un ritratto ritrovato in una stanza dimenticata, ma ancora capace di parlare con forza a chi lo osserva.
Lo sfondo non è solo decorazione: è una materia viva, calda, preziosa, quasi consumata dagli anni.
Attorno al volto ho lasciato vibrare segni, velature e contrasti, perché il personaggio sembrasse emergere da una memoria lontana, sospeso tra realtà, fiaba gotica e immaginazione.
Il volto, invece, l’ho voluto più freddo, scavato, intenso.
È lì che si concentra tutta la tensione dell’opera.
Non volevo un’espressione rassicurante, ma uno sguardo che restasse addosso, che mettesse in dialogo il quadro con chi gli passa davanti.
Per me quest’opera racconta il fascino dell’ambiguità: non spiega tutto, non rivela subito la sua storia.
È un personaggio elegante, ironico, forse malinconico, forse inquieto.
Un uomo d’altri tempi che sembra osservare il presente con distacco, con intelligenza e con un sottile senso di sfida.
È un quadro nato per non passare inosservato.
Non vuole semplicemente arredare uno spazio, ma abitarlo. Vuole creare una presenza, un piccolo mistero visivo, una figura capace di cambiare leggermente ogni volta che la si guarda.
Olio su cartoncino telato - 50 x 70 cm